Come velocizzare WordPress (guida completa 2020)

Velocizzare un sito WordPress

Sappiamo benissimo quanto può essere frustrante navigare su un sito web che impiega troppo tempo a caricarsi, per questo motivo è opportuno capire come velocizzare WordPress e permettere ai nostri visitatori di avere una navigazione fluida e senza troppi rallentamenti.

Avere un sito internet veloce è positivo non soltanto per i nostri visitatori, ma è anche un fattore SEO per il posizionamento sui motori di ricerca.
Nel gennaio del 2018, Google annunciò che la velocità di caricamento delle pagine sarebbe diventata un fattore di ranking per le ricerche mobile. Tutt’oggi è così, e questo è un motivo in più per avere un sito internet veloce.

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L’obiettivo è quello di velocizzare WordPress affinché le pagine del sito carichino in meno di tre secondi. Avere un sito che impiega più di tre secondi a caricare potrebbe portare a gravi ripercussioni sia nel posizionamento sui motori di ricerca, ma sopratutto sulla pazienza degli utenti che cercano di entrare nel nostro sito.

In questo articolo vedremo quali sono gli aspetti da considerare per migliorare la velocità di un sito WordPress, cosa fare e cosa non fare, e qualche consiglio da parte del team di WP Special per velocizzare un sito WordPress evitando di mettere mano al codice del sito stesso.

Come velocizzare un sito WordPress

Partiamo subito con i consigli che ti permetteranno di aumentare notevolmente la velocità di caricamento di un sito WordPress. Seguili tutti quanti e noterai un drastico cambiamento nelle performance del tuo sito web.

Inoltre, ti vogliamo informare che WP Special offre un pacchetto dedicato a velocizzare WordPress. Nel caso in cui volessi dare una spinta al tuo sito WordPress e vuoi che l’ottimizzazione venga effettuata da professionisti, sai dove trovarci 😉

1. Scelta dell’hosting per WordPress

La scelta dell’hosting su cui ospitare un sito WordPress è forse uno degli aspetti fondamentali da considerare per assicurarsi buone prestazioni.

E il motivo è molto semplice: se l’hosting che abbiamo scelto si rivela veloce, allora la strada è tutta in discesa.
Se invece non lo è, possiamo provare a migliorare la velocità del nostro sito WordPress ma arriveremo ad un punto in cui saremo limitati dalle prestazioni dell’hosting stesso, e non sarà possibile spingersi oltre a un certo limite.

Sono vari gli hosting per WordPress con un buon rapporto qualità prezzo (parliamo di hosting condivisi), ma solitamente consigliamo di utilizzare SiteGround non solo perché ha dei prezzi molto concorrenziali (si parte da 3.95€ al mese), ma anche perché questo hosting permette di attivare Cloudflare direttamente dal pannello delle impostazioni.

Questo renderà estremamente semplice l’utilizzo di una CDN per il tuo sito (utilizzando appunto Cloudflare) anziché attivarla manualmente e rischiando di sbagliare.

Avere una CDN attiva permette di aumentare notevolmente la velocità del proprio sito WordPress, e SiteGround permette di farlo dal pannello delle impostazioni con un singolo click, davvero comodo e semplice.

Oltre al fattore velocità, consigliamo SiteGround anche per via del supporto tecnico in grado di offrire. Molti utenti sottovalutano questo aspetto o lo mettono in secondo piano, ma avere le “spalle coperte” da qualcuno pronto ad aiutarti in caso di necessità, è un plus che deve essere tenuto in considerazione.

Parlando sempre di hosting condiviso per WordPress, oltre a SiteGround, suggeriamo anche vHosting e Xlogic che, a prezzi abbordabili, consentono di avere una solida piattaforma su cui creare il proprio sito WordPress.

Se invece hai tra le mani un progetto importante, e hai del budget a disposizione, il nostro consiglio è quello di optare per un hosting gestito di tipo premium, come ad esempio Kinsta o Flywheel.

Questa tipologia di hosting per WordPress è più costosa rispetto all’hosting condiviso visto precedentemente, ma anche molto più performante in termini di velocità.

Inoltre, con hosting premium di questo tipo, avremo già a disposizione una CDN e quindi non avremo bisogno di acquistare pacchetti a parte.

Si tratta di hosting che vengono utilizzati per siti web con molto traffico e offrono software e hardware all’avanguardia.
Quindi, se hai appena iniziato, ti consigliamo di partire con un classico hosting condiviso, col tempo potrai sempre scegliere di trasferire il tutto su un hosting premium.

2. Installare e configurare un plugin di cache

Tra i vari plugin che un sito WordPress deve avere, un plugin di cache deve necessariamente esserci. Ma cos’è un plugin di cache e a cosa serve?

Ogni volta che un utente entra in una pagina del nostro sito web, il server riceve la richiesta e la elabora. Questo comporta un consumo di risorse da parte del server oltre a un determinato lasso di tempo che servirà ad eseguire tale richieste.

Avere una cache attiva significa creare una copia temporanea di ogni pagina del nostro sito web, quindi il server terrà da parte queste pagine già elaborate e pronte per essere servite. Questo significa che il server non dovrà più eseguire le richieste di ogni utente per mostrare una determinata pagina, ma servirà direttamente la copia “pre-elaborata” e salvata.

In questo modo si avrà un consumo minore di risorse del server su cui è ospitato il nostro sito WordPress, e allo stesso tempo una maggiore velocità nel fornire la pagina richiesta dai visitatori, dato che quest’ultima è già pronta.

Sulla directory ufficiale dei plugin di WordPress esistono tanti plugin di cache gratuiti, alcuni anche molto diffusi e utilizzati da migliaia di persone nel mondo. Puoi scaricarli e provarli sul tuo sito web e vedere se svolgono il loro lavoro in maniera opportuna.

Noi di WP Special utilizziamo il plugin di cache WP Rocket, è un plugin premium ed è, secondo il nostro parere, il migliore attualmente sul mercato.

A differenza di molti plugin di cache che abbiamo testato negli anni, WP Rocket non ci ha mai dato problemi ed è compatibile con i più famosi plugin in circolazione (sopratutto WooCommerce e WPML).

Lavora in perfetta sintonia con Cloudflare, ha degli addon preinstallati che migliorano la cache del browser di Google Analytics e Facebook Pixel, ha una documentazione ampia ed è completamente tradotto in italiano.

Pannello delle opzioni di WP Rocket
Pannello delle opzioni di WP Rocket

3. Gestire le richieste in maniera corretta

Questo è, probabilmente, il consiglio più “tecnico” relativo alla velocizzazione di un sito WordPress. Ma niente paura, anche in questo caso effettueremo il lavoro senza mettere mano al codice del sito 🙂

Prima di capire cosa si sta andando ad ottimizzare, bisogna capire cosa sono le richieste che la pagina web effettua quando un visitatore entra all’interno di essa.

Ogni pagina web ha un certo numero di richieste da eseguire, siano essere relative a file CSS, file javascript, contenuti multimediali come immagini o video, font, ecc…

Ovviamente, quante più richieste saranno presenti, tanto più tempo sarà necessario al server per elaborare la richiesta. Senza considerare il fatto che ogni richiesta ha un suo peso in byte che andrà ad incidere sul peso totale della pagina.

Perché si parla di gestire le richieste in maniera corretta? Perché molto spesso, accade che alcune richieste non siano necessarie in determinate pagine web. Se ciò accade, si ha un maggiore peso della pagina inutilmente, dato che una o più specifiche richieste non sono necessarie per il corretto funzionamento della pagina.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio: supponiamo di installare il plugin Contact Form 7 sul nostro sito WordPress. Il nostro intento sarà quello di creare un contact form da inserire nella pagina dei contatti del nostro sito web.

Quindi, tecnicamente, le risorse che il plugin Contact Form 7 dovrà caricare, saranno utili esclusivamente nella pagina dei contatti, perché è solo li che abbiamo inserito il contact form.

Purtroppo però, questo non sempre avviene, il plugin Contact Form 7 carica delle risorse CSS e Javascript in tutte le pagine del nostro sito, anche se non è presente alcun contact form (chiaramente questo problema non è relativo solo a Contact Form 7, ma accade per moltissimi plugin per WordPress).

Cosa vuol dire tutto ciò? Che un utente che entra, ad esempio, nella home page del nostro sito web, scaricherà delle risorse di Contact Form 7 anche se non vi è alcun contact form nella pagina. Questo si traduce in maggiore peso della pagina e maggior numero di richieste inutili.

Gestire le richieste in maniera corretta significa proprio eliminare le richieste inutili dalle pagina in cui non servono. Quindi, nell’esempio precedente, le risorse di Contact Form 7 devono essere caricate solo nella pagina in cui il contact form è presente (ad esempio solo nella pagina dei contatti o in qualunque altra pagina sia presente un contact form).

Concetto di ottimizzazione delle richieste su WordPress
Concetto di ottimizzazione delle richieste su WordPress

Capire questo concetto è molto importate e ci permetterà di gestire le richieste in maniera corretta. Ma come si fa a gestire le richieste dei plugin e specificare le pagine in cui devono essere caricate?

Il tutto può essere gestito tramite il child theme, ma richiede conoscenze di codice PHP e conoscenze del codex di WordPress, in modo tale da poter creare delle funzioni personalizzate dove andare a disabilitare il caricamento di determinate risorse per determinate pagine del nostro sito WordPress.

Fortunatamente però, esistono anche dei plugin che ci permettono di fare ciò senza avere conoscenza di codice. Uno dei più famosi e utilizzati per questo tipo di ottimizzazioni, è senza dubbio Asset CleanUp.

Si tratta di un plugin gratuito che, oltre ad avere funzionalità integrate di minifying, permette di decidere quali risorse caricare per ogni singola pagina o articolo. Ciò potrà essere fatto direttamente modificando la pagina o l’articolo su cui vogliamo effettuare l’ottimizzazione delle risorse.

Una volta entrati nella modifica della pagina, scorrendo verso il basso, avremo a disposizione tutta la lista di risorse che vengono caricate per quella specifica pagina (file CSS, file Javascript e font) con la possibilità di vedere da dove provengono (se da un plugin, dal tema, o dal core di WordPress) e l’indirizzo della cartella di origine.

Impostazioni di ottimizzazione di Asset CleanUp
Impostazioni di ottimizzazione di Asset CleanUp

Per ogni risorsa, sarà disponibile un tasto “Unload on this page” che ci permetterà di non caricare quello specifico file o script in quella specifica pagina.

Attenzione: quando decidi di non caricare determinate risorse nelle pagine, assicurati che queste risorse siano effettivamente inutili per quella specifica pagina, altrimenti potresti avere seri problemi di visualizzazione.
Se ciò dovesse accadere, reimposta la risorsa per essere caricata nella pagina.

Questo tipo di ottimizzazione è lunga e macchinosa (sopratutto se si hanno molte pagine nel sito WordPress) ma, se fatta correttamente, può portare grandi risultati in termini di velocità e abbassare il numero di risorse caricate.

4. Ottimizzare le immagini

Una delle cause che rallenta notevolmente il caricamento delle pagine di un sito WordPress è senza dubbio il peso delle immagini contenute all’interno di esso.

Molto spesso si commette l’errore di caricare delle immagini senza effettuare alcun tipo di ottimizzazione, sia riguardante la dimensione della foto (in pixel), sia riguardante il peso stesso dell’immagine.

Il caricamento di contenuti multimediali (immagini, foto, video) è, nella maggior parte dei siti web, il fattore principale che incide sul peso di una pagina.
Il motivo è molto semplice: basta caricare un paio di foto non ottimizzate e boom, il peso della nostra pagina web schizzerà alle stelle, aumentando notevolmente il tempo di caricamento di quest’ultima.

È quindi necessario ottimizzare immagini e foto prima di caricarle sul nostro sito web, il primo passo è quello di ridimensionare la foto affinché abbia dimensioni utili per il sito web, il secondo passo è quello di comprimerla abbassandone il peso.

Ridimensionare le immagini

Poniamo il caso di aver scattato una foto con il nostro smartphone, quest’ultima avrà una dimensione di 5000x2500px (ad esempio). Caricare una foto così grande sul nostro sito web è sprecato perché è troppo grande, e ovviamente inciderà negativamente sul caricamento della pagina.

Bisognerà, quindi, ridimensionarla a delle dimensioni utili al nostro sito web. Se, ad esempio, la colonna del contenuto nostro sito WordPress è larga 850px, vuol dire che le immagini da caricare dovranno essere di circa 850px. Caricarle più grandi non avrebbe senso dato che verrebbero automaticamente ridotte.

Ci sono vari modi per ridimensionare le immagini, uno dei metodi più veloci e semplici è quello di utilizzare dei tool gratuiti online, come ad esempio PicResize.

Questo sito permette di caricare l’immagine (o la foto) direttamente dal nostro computer, con la possibilità di ridimensionarla scegliendo tra varie possibilità. Riducendola di una certa percentuale rispetto all’originale, oppure impostando dei valori personalizzati.

Ridimensionare le immagini con PicResize
Ridimensionare le immagini con PicResize

Oltre alla possibilità di ridimensionare la foto, PicResize permette anche di ruotare l’immagine, di rifletterla orizzontalmente o verticalmente, di aggiungere effetti e altro ancora.

Al termine, basterà fare click sul tasto in fondo “I’m done, resize my picture” per scaricare la foto direttamente sul nostro computer.

Comprimere le immagini

Il successivo passo, prima di caricare una foto o immagine su un sito WordPress, è quello di effettuare la compressione dell’immagine.

Cosa vuol dire comprimere un’immagine? Detto in parole molto semplici, vuol dire utilizzare delle tecniche per rimuovere (o limitare) tutte quelle informazioni dell’immagine che non sono necessarie. Questo permetterà di abbassare il peso dell’immagine, e allo stesso tempo mantenere intatta la qualità visiva.

Il processo di compressione dell’immagine può essere fatto molto velocemente utilizzando il sito gratuito chiamato TinyPNG. Si tratta di uno strumento molto efficace che permette di caricare fino a 20 foto contemporaneamente ed effettuarne la compressione con un semplice click.

Comprimere le immagini con TinyPNG
Comprimere le immagini con TinyPNG

Il sito permette di caricare immagini in formato png e jpg e, dopo qualche istante, la compressione verrà effettuata e sarà possibile scaricare le immagini (compresse) sul nostro computer.

Rimarrai sorpreso del fatto che, su alcune foto, vedrai un abbassamento del peso del 60% o 70% rispetto all’originale, e in tutto ciò non noterai alcuna differenza qualitativa.

A questo punto, dopo aver ridimensionato l’immagine ed effettuata la compressione, quest’ultima sarà molto più leggera rispetto all’originale e finalmente potrà essere pubblicata sul nostro sito WordPress 🙂

Ok, ma questo è utile per le nuove immagini. E se volessi comprimere tutte le immagini che sono già presenti nel sito WordPress? Niente paura, esistono dei plugin per WordPress che effettuano questo tipo di lavoro.

Uno dei più famosi plugin che effettua la compressione delle immagini (png, jpg e gif) è senza dubbio EWWW Image Optimizer che, con le sue oltre 700.000 installazioni attive, permette di effettuare una compressione di tutte le immagini giù presenti nella nostra galleria multimediale di WordPress.

Plugin WordPress EWWW Image Optimizer
Plugin WordPress EWWW Image Optimizer

Una volta installato e attivato il plugin, sarà sufficiente andare su “Media-> Bulk Optimize” per autorizzare il plugin ad effettuare la compressione a tutte le immagini precedentemente caricate nei media del nostro sito WordPress.
Il processo di compressione potrebbe durare un bel po’, a seconda del numero di immagini presenti nella sezione “Media“.

Il plugin effettuerà la compressione anche alle nuove immagini caricate successivamente, andando in “Impostazioni-> EWWW Image Optimizer” potremo impostare il livello di ottimizzazione delle immagini, impostare un ridimensionamento, convertirle in un determinato formato, e molto ancora.

5. Utilizzare una CDN

Come accennato precedentemente, nella sezione dedicata alla scelta dell’hosting, utilizzare una CDN (acronimo di Content Delivery Network) può comportare dei grandi vantaggi in termini di velocità per il proprio sito WordPress.

Cos’è una CDN? Spiegato in breve: una CDN è una rete di server situati in varie parti del mondo, questi server sono progettati per ospitare alcuni contenuti del sito web (per lo più contenuti statici come file CSS, file Javascript e immagini).

Questi contenuti, verranno quindi “duplicati” in più server localizzati in varie parti del mondo e, a seconda di dove l’utente si collega per entrare nel nostro sito web, il contenuto verrà fornito dal server più vicino, riducendo fortemente la latenza.

Una delle più famose CDN attualmente utilizzate è CloudFlare che, rispetto a tante altre CDN, ha anche una versione gratuita. Altre CDN molto utilizzate (premium) sono MaxCDN e KeyCDN.

Attivare una CDN può essere talvolta un procedimento ostico, una volta attivato il servizio sarà necessario seguire attentamente la guida che verrà fornita dal gestore a cui abbiamo deciso di appoggiarci.

Ecco perché, nella sezione dedicata alla scelta dell’hosting per WordPress, abbiamo consigliato di utilizzare SiteGround che, tra i vari servizi offerti compresi nel prezzo, permette anche di attivare la CDN di CloudFlare (nella sua versione gratuita) con un solo click, direttamente dal pannello delle impostazioni dell’hosting.
Il processo di attivazione e implementazione sarà automatizzato e tu non dovrai preoccuparti di nulla.

6. Abilitare la compressione GZIP

GZIP è un software per la compressione di dati e, siccome tutti i browser moderni supportano automaticamente la compressione GZIP per le richieste HTTP, averlo attivo lato server è molto importante perché si va a ridurre notevolmente la dimensione dei file HTML, dei file CSS e dei file Javascript.

Ma come fare per sapere se il tuo sito WordPress ha la compressione GZIP abilitata? Tecnicamente questo dipende dal server su cui risiede il sito, non da WordPress, ma è possibile capirlo velocemente facendo un test su GiftOfSpeed e inserendo l’indirizzo del sito web.

Test per verificare la compressione GZIP
Test per verificare la compressione GZIP

Se il test darà esito positivo, non dovrai far nulla, significa che il tuo server ha già la compressione GZIP abilitata.

Se invece l’esito sarà negativo, ossia che la compressione GZIP non è abilitata, è possibile attivarla utilizzando le impostazioni di alcuni plugin di cache per WordPress.

WP Rocket, ad esempio, aggiunge automaticamente delle regole per la compressione GZIP scrivendole all’interno del file .htaccess di WordPress. Ma anche altri plugin di cache come W3 Total Cache o WP Fastest Cache hanno la possibilità di attivare questa opzione direttamente dal pannello dedicato alle performance.

Se, nonostante ciò, la compressione GZIP continua ad essere disabilitata, è consigliabile contattare direttamente il vostro hosting e chiedere maggiori informazioni.

7. Utilizzare solo i plugin essenziali

Ricollegandoci alla questione della corretta gestione delle richieste, fare pulizia di tutti quei plugin che non sono essenziali per il nostro sito WordPress, è sicuramente una buona scelta.

Spesso, sopratutto quando si installa WordPress per la prima volta, si tende ad attivare plugin per ogni singola funzionalità ci venga in mente.
Questo è sicuramente utile per capire il funzionamento di alcuni plugin, ma alla lunga può portare non solo a conflitti interni tra plugin e generare errori, ma anche ad un rallentamento generale del sito WordPress.

Ogni plugin attivo su WordPress, ha un impatto (seppur minimo, a seconda della tipologia di plugin) sulla velocità del nostro sito. Questo non è un problema se il plugin ha delle funzionalità che effettivamente sono utili ai nostri utenti, ma è consigliabile valutare bene se qualcosa può essere rimosso.

Il nostro consiglio è di entrare nella bacheca di WordPress del tuo sito web, andare nella sezione dedicata ai plugin e dare un’occhiata a tutti i plugin attivi.
Fai mente locale e cerca di capire se qualche plugin può essere rimosso perché le funzionalità che offre non sono essenziali.

Attenzione: effettua questo lavoro solo dopo aver fatto un backup del sito web, perché potrebbe accadere che alcuni plugin potrebbero essere essenziali al corretto funzionamento del tuo sito e, disattivandoli, potresti avere qualche problema.

8. Usa Lazy Load per le immagini

Lo so, alla fine si torna sempre a parlare di ottimizzazione delle immagini 🙂
Però questo ti fa capire quanto, i contenuti multimediali, incidono sulla velocità di caricamento di un sito web.

Innanzitutto, cos’è il Lazy Load? Si tratta di un semplice script che consente di caricare le immagini di una pagina web, solo quando sono visibili all’utente.

Quindi, se abbiamo una pagina contenente 10 immagini, man mano che l’utente scorrerà la pagina, quest’ultime verranno caricate al momento, anziché essere caricate sin da subito.

Questo comporta un buon risparmio di dati e quindi maggiore velocità di caricamento di una pagina web, perché le immagini verranno caricate in un secondo momento e solo se l’utente scorrerà fino a visualizzarle.

La funzionalità di Lazy Loading è già incorporata nel plugin WP Rocket che abbiamo citato prima, ed è possibile abilitarla dalla sezione “Media” nel pannello delle impostazioni del plugin.
In alternativa, è possibile avere il Lazy Load anche attraverso il plugin gratuito chiamato appunto Lazy Load.

Attivando questa funzionalità sul tuo sito WordPress, le immagini contenute nel testo, le anteprime, le immagini nei widget e gli smile, verranno caricati solo quando l’utente arriverà su quell’elemento.

Strumenti per misurare la velocità di un sito

Su internet esistono centinaia di siti web che permettono di fare un test sulla velocità di un sito, la maggior parte di essi sono gratuiti, non richiedono registrazione, e alla fine del test ci rilasciano un valore (solitamente da 0 a 100) che determina il punteggio ottenuto riguardante la velocità del sito.

PageSpeed Insights

Il primo tool da tenere in considerazione è senza dubbio il PageSpeed Insights di Google. Siccome sappiamo che la velocità di un sito web è anche un fattore SEO per il posizionamento, chi meglio di Google saprà dirci se il nostro sito è abbastanza veloce oppure no 🙂

Il servizio è molto semplice, basterà inserire l’indirizzo del nostro sito web ed effettuare l’analisi. Il PageSpeed Insights divide il risultato in due parti, quello relativo alla versione desktop e quello per i dispositivi mobili, entrambi con un punteggio che va da 0 a 100.

PageSpeed Insight di WP Special
PageSpeed Insight di WP Special, 100 punti per desktop e 79 per dispositivi mobili

Quanto più il punteggio sia avvicina a 100, tanto più è migliore. Non ti stupire se il tuo sito, anche dopo averlo ottimizzato, non arriva 100 punti, è molto difficile arrivarci sopratutto nel report dei dispositivi mobili.

In linea di principio, riuscire a superare gli 85 punti per la versione desktop e i 75 punti da mobile, è già un buon risultato.
Inoltre, nella parte bassa della pagina, verranno forniti alcuni consigli relativi al miglioramento delle prestazioni.

GTmetrix

Un altro famoso e utilizzatissimo tool per misurare la velocità di un sito internet è GTmetrix. Questo strumento viene utilizzato sopratutto per conoscere il tempo di caricamento di una pagina, il suo peso effettivo e il numero di richieste.

Vengono inoltre forniti dei punteggi per le performance con dei valori in percentuale (da 0% a 100%) che aumentano man mano che abbiamo seguito tutti i loro consigli.

Test di GTmetrix su WP Special
Test di GTmetrix su WP Special

Consigliamo di utilizzare GTmetrix sopratutto per vedere il numero di richieste di una pagina e valutarne il loro tempo di caricamento.
Una volta fatto il test, facciamo click sulla sezione chiamata “Waterfall” in modo da visualizzare una timeline con tutte le richieste della pagina, il loro tempo di caricamento, e il dominio di provenienza.

Questo è un ottimo punto di partenza per capire come velocizzare il sito web, dato che sarà possibile vedere quali sono le richieste che impiegano più tempo e quali sono quelle inutili che andrebbero rimosse.

Pingdom Website Speed Test

Ultimo, ma non per importanza, è il servizio messo a disposizione da Pingdom chiamato Pingdom Website Speed Test. Anche in questo casa sarà sufficiente inserire l’indirizzo del sito web e scegliere da dove far partire il test (se siamo in Italia, è consigliabile scegliere la Germania).

L’utilità di questo tool è molto simile a quella di GTmetrix, ci verrà assegnato un punteggio che va da 0 a 100, oltre al peso totale della pagina, il tempo di caricamento, e il numero di richieste.

Test di Pingdom su WP Special
Test di Pingdom su WP Special

Scorrendo più in basso, saranno presenti dei dati sulla nostra pagina web relativi ad alcuni consigli su come migliorare le performance, la tipologia di contenuti della pagina web e la percentuale di ogni singolo tipo di contenuto in relazione al totale della pagina.

Anche in questo caso, come su GTmetrix, sarà disponibile un timeline con la lista di tutte le richieste della pagine e il relativo tempo di caricamento di ognuna.

Si tratta di dati molto interessanti che, se studiati e interpretati correttamente, possono aiutarti molto nel miglioramento della velocità del nostro sito WordPress.

Un paio di considerazioni su questi tool per misurare la velocità di un sito

Certo, si tratta di utili strumenti per capire come muoversi quando si vuole iniziare a ottimizzare il sito web, ma attenzione a non fare l’errore di fossilizzarsi solo sui numeri e perdere di vista l’obiettivo principale: migliorare l’esperienza dell’utente.

Bisogna trovare il giusto compromesso tra velocità del sito web e i suoi contenuti, non commettere l’errore di rimuovere i contenuti per migliorare la velocità, sopratutto se questi contenuti sono importanti.

Usa questi tool solo per farti un’idea generale delle prestazioni del tuo sito WordPress, del peso della pagina, e delle richieste che vengono caricate. Analizza bene questi dati e cerca di capire cosa può essere ottimizzato.

Conclusioni

Bene, in questa (lunga) guida abbiamo visto quali sono i consigli per migliorare la velocità di un sito WordPress, abbiamo anche visto alcuni tra i più famosi strumenti online per monitorare la velocità di un sito web.
Spero che ti sia stata utile, anche solo per aver imparato cose nuove 🙂

E tu? Hai un sito WordPress veloce? Hai utilizzato qualche tecnica particolare per farlo correre? Se si, scrivicelo nei commenti e approfondiremo questo argomento insieme.

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